Le cose più semplici sono d’oro

Sono i gesti che facciamo meccanicamente ogni mattina e che diamo assolutamente per scontati, come sentir suonare la sveglia, aprire gli occhi e vederci bene, decidere autonomamente di alzarsi dal letto e riuscirci senza problemi , potendo camminare fino alla cucina, per poi stringere in mano e sollevare una tazza di latte o una tazzina del caffè.

Queste azioni, proprio le più banali, sono quelle che ci vengono maggiormente a mancare quando si hanno gravi infortuni o malattie professionali invalidanti ma purtroppo, quando abbiamo il tempo e la voglia di rifletterci sopra, molto spesso è troppo tardi.

Quante persone restano sorde o quasi, quanti restano invalidi permanenti, magari senza vista, senza dita o senza possibilità di camminare autonomamente; i problemi di sicurezza sul lavoro non sono solamente i circa 1.000 morti all’anno, ma sono i tantissimi, quasi 1 milione di persone in Italia e pare un numero da guerra civile, che ogni anno hanno infortuni più o meno invalidanti …
non le chiamano “morti bianche” e non fanno notizia sui giornali, ma restano sul campo come feriti in trincea, un po’ come in guerra, una moltitudine di persone scheggiate a vita, che a volte si sentono morire dentro un pochino ogni giorno, persi tra i rimpianti per ciò che non si è fatto o non si è potuto fare per evitare l’incidente, persi nel ripercorrere mentalmente quella giornata e quell’infortunio all’infinito senza trovare pace e risposte, con grandi e pesanti ripercussioni per le famiglie e per i cari.

E allora persino le cose semplici diventano le più belle, anche se ogni giorno ce ne dimentichiamo, persi tra il correre al lavoro ed i mille impegni quotidiani.
Spesso chi ha infortuni gravi si ritrova svuotato all’improvviso di tutto questo, perdendo l’autonomia e diventando in parte, per i più fortunati, o totalmente dipendente da chi ci sta attorno, da chi ci vuole bene, da chi ha ancora voglia di volerci bene e non è scappato di fronte alle crude e dure problematiche che la vita a volte ci riserva.

Alcuni scappano, alcuni cercano di dimenticare, alcuni accusano o imprecano, alcuni, più sensibili o semplicemente più amici, ci stanno più vicino; alcune persone reagiscono con grinta e forza dopo lo spaesamento iniziale, altre non ce la fanno e si lasciano totalmente abbandonare allo scoramento … a questo punto è tardi … a questo punto restano solo le lacrime ed i rimpianti …
Occorre pensarci prima ogni giorno durante il nostro lavoro, ogni momento possiamo e dobbiamo fare del nostro meglio per arrivare sani e salvi a casa alla sera; occorre pensare che ogni singolo gesto è d’oro e non va mai sprecato per fretta, disattenzioni, eccessivi rischi, inottemperanze, superficialità, ordini sbagliati.
Quindi ragazzi questo è il mio pensiero natalizio per tutti voi … pensateci prima al grande tesoro che possediamo di poter compiere ogni mattina questi banali gesti, di poter sentire, vedere, camminare, stringere un oggetto con le mani … pensateci ogni giorno davanti al caffè, prima di correre al lavoro, guardando la persona amata o i vostri figli … tutto dipende da noi in ogni momento … e tutto può distruggersi in un lampo … pensateci durante le lunghe giornate lavorative … ma soprattutto … pensateci ora!

Buon Natale, che sia sereno, che sia sicuro, per voi ed i vostri cari.

1 commento

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  1. Jhn

    ottima riflessione….buon lavoro!

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