Rigopiano – quali rischi?

· Cronaca, Foto dell'inSicurezza, Racconti

 

rigopiano

Hotel Rigopiano – gennaio 2017

Oltre alcune soglie del dolore non serve a nulla la polemica, può servire solo una buona riflessione.

Non credo che alla radice della questione Rigopiano ci sia il tempo avverso o il terremoto che ha generato la slavina o un presunto ritardo nelle operazioni di salvataggio. Alla radice di tutto c’è una valutazione dei rischi. Effettuata come?

Chi valuta i rischi, obbligo vigente per ogni datore di lavoro, deve saper vedere oltre gli incartamenti, oltre le autorizzazioni che non convincono, oltre le sanatorie, gli abusi edilizi, oltre le amicizie che creano business tramite la connivenza, oltre il metodo italico del “tranquillo ci pensa il mio amico a sistemare tutto”.

Eh no, perchè la sicurezza non la compri tramite gli amici compiacenti o tramite un fogliettino timbrato. In questo modo prima o poi la paghi sempre e ne possono andare di mezzo bambini, famiglie in vacanza, lavoratori.

Così, anche se tutte le carte sono in ordine, chi valuta bene i rischi deve avere le palle per dire NO. Deve avere il coraggio, quando necessario, di formalizzare che anche se le carte sono in ordine non c’è NIENTE a posto, che il livello di rischio non è accettabile per gli occupanti.

A volte mi capita ad esempio di segnalare carenze antincendio per poi avere come risposta “ma noi abbiamo il CPI in regola, se va bene al comando dei vigili del fuoco vuol dire che va bene, ha firmato e timbrato”. Come dire caro consulente non ci stressi l’anima. E invece per fortuna io faccio di testa mia, ci mancherebbe. Il nostro lavoro può salvare vite umane, non si può riassumere in un nulla osta sotto forma di un documento. Ed un timbro su un CPI è solo un ok ad un progetto esecutivo presentato da un professionista, che nulla toglie alle responsabilità dei datori di lavoro di una buona gestione.

Di casi simili purtroppo me ne capitano, volte in cui il datore di lavoro si sente protetto da uno scudo perché ha in mano fogli e timbri di varia natura, senza capire che la sua responsabilità penale resta inequivocabilmente intatta. Quanta stupidità.

A me sinceramente interessa ben poco se la carta è a posto; certo è un buon punto di partenza, ma a me interessa il mio occhio, la mia valutazione oggettiva e soggettiva, le mie sensazioni, voglio vedere, toccare con mano, voglio parlare con chi vive gli ambienti di lavoro ogni giorno. Sento il dovere di essere curioso, di vedere come funzionano o non funzionano le cose, senza stancarmi di chiedere alle persone “se potessi decidere tu, cosa vorresti migliorare qui?”.

Il RSPP non dovrebbe mai avere l’arroganza di credere di sapere e capire tutto al volo senza confrontarsi con le persone.

Poi per fortuna c’è anche un sistema di protezione civile straordinario che è fatto di tecnica, capacità organizzative ma soprattutto di buona volontà, di cuore che va oltre gli ostacoli, di solidarietà, di spirito di squadra, di grinta e instancabile passione. Ogni team di lavoro dovrebbe prenderne spunto. E poi magari, come in questo caso, i bambini li si riesce a salvare tutti, perché nonostante gli intrallazzi in Italia siamo campioni nella gestione delle emergenze. Ma questo non può bastare a consolare, perché l’Hotel Rigopiano non era un luogo sicuro.

Sento parlare di un incastro di sfortune, il terremoto, forti nevicate. Da professionista non voglio e non posso incolpare il destino ma tutti coloro che potevano e dovevano prendere decisioni diverse e negli anni non l’hanno fatto. Colpevoli!

La parola prevenire non può essere sempre collegata dai datori di lavoro ad un tempo perso, a business mancati, a scocciature in abbondanza. E le tragedie non possono essere sempre associate ad un colpo di sfiga, seppur sia una componente vitale di una certa importanza.

Prevenire salva vite. Punto. Quanto costa? Chi se ne frega! Non te ne frega? Pagane tutte le responsabilità penali. Su quelle etiche e sociali ci hai già sputato sopra col tuo pensiero distorto.

Valutare correttamente e seriamente i rischi è quindi il doveroso punto di partenza per evitare che queste situazioni possano accadere di nuovo.

Ognuno di noi può e deve essere parte attiva nel sistema preventivo, ovunque si vada, qualunque cosa si faccia. Con curiosità. Con passione. La stessa che ha permesso a splendidi professionisti dell’emergenza di tirare fuori da tonnellate di  neve tutti i bambini per poi esultare e piangere di gioia come purtroppo in molti sanno ormai fare solamente davanti ad una vittoria ai mondiali di calcio.

Luca Del MaschioResponsabile Tecnico Area Premium Silaq

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: