The dark side of the eternit

· Racconti

21 FEBBRAIO 2012 – Avevamo già urlato “giustizia è fatta” ….and justice for all….ed in molte analisi svolte a caldo in un clima trionfale in tanti si erano fortemente sbilanciati parlando di processo più importante della storia italiana, di una battaglia storica, di una rivincita e rivalsa morale sulla storia nefasta di Casale Monferrato, un paese martoriato dalla guerra dell’eternit, che ha mietuto vittime quasi in ogni famiglia.

2.900 circa avevano faticosamente dimostrato la correlazione diretta tra malattia e professione, meno del 10% del totale e questo desta ancora più tristezza, perché sono numeri da guerra civile ed invece stiamo parlando di una struttura lavorativa, di lavoratori, di mogli e madri, figli, familiari, cittadini.

Un guerra simbolica, che alcuni avevano già definito la forza del lavoro che vince sul potere del profitto, in una battaglia che doveva essere un portone recentemente spalancato per le migliaia di lavoratori in attesa della loro porzione di giustizia, dai processi Pirelli a quelli dell’Enel di Turbigo, al recente ATM a Milano, ai molti cantieri navali italiani, ai molteplici ambienti lavorativi in cui per anni i lavoratori scarsamente consapevoli hanno respirato morte.

La stessa centrale termoelettrica dell’ Enel a Turbigo in cui nel lontano 1999 ho seguito la mia prima sicurezza di un cantiere riguardante uno smaltimento eternit di un capannone.

L’Italia anche in questo caso è unita, la stima di utilizzo dell’eternit è stata di circa 20 milioni di tonnellate, pertanto andremo avanti ancora molti anni a battagliare con queste fibre prima di liberarcene.

I nostri paesaggi urbani ne sono purtroppo ancora colmi; anche oggi sostavo per un sopralluogo nel palazzo sovrastante l’Ortomercato di Milano, da una privilegiata visione dall’alto l’eternit è il padrone assoluto incontrastato.

La guerra contro l’eternit è ben lontana dall’essere vinta, nonostante le attuali conoscenze, l’esperienza, i buoni intenti di alcuni soggetti e le inerzie di altri.

Col solito fare italico del “è giusto, ma non nel mio giardino” nessuno vuole discariche autorizzate di eternit vicino casa e così tutte le strutture e le ditte si trovano da tempo costrette ad esportarle in Germania, con evidenti costi suppletivi. Smaltire l’eternit costa ed in tempi di crisi non è facile parlare di princìpi condivisi.

Sull’amianto e sull’eternit si possono dire davvero tante cose, raccontare tante storie.

Quello che è sicuro è che in seguito alla sentenza abbiamo tutti quanti esultato troppo in fretta, come quando fai festa per un importante latitante catturato e questo scappa di prigione il giorno dopo, per una svista.

A volte si mastica amaro, come oggi.

Il presidente del Tribunale di Torino ha da poco diramato alcune “note” di chiarimento sulla sentenza del processo eternit…..alla faccia delle note!!! Un colpo di spugna senza precedenti.

E quella che stavo già definendo negli ultimi corsi di formazione la “Norimberga della sicurezza” diventa improvvisamente la Sagra dell’impunità, Il lato oscuro della luna.

Quello che nessuno ha ancora analizzato è la dichiarata PRESCRIZIONE per tutte le malattie professionali manifestatesi prima dell’agosto del 1999…..mentre l’omissione dolosa di cautele antinfortunistiche è stata prescritta per tutti. Resto basito.

La sicurezza ha perso clamorosamente e credo che sia assolutamente insopportabile per tutti coloro che ritengono la giustizia una parte fondamentale del percorso verso la cultura della sicurezza e la fiducia nelle istituzioni, perché in mancanza di giustizia rispetto all’inottemperanza alle regole ed al buon senso chiunque si può sentire in libertà di fare tutte le porcate del mondo…ed averla vinta.

E così anche questa volta un processo è costato una montagna di soldi, di tempo, di vane speranze di migliaia di famiglie dissolte in un attimo….una generazione di lavoratori morti senza giustizia…e perdenti a distanza di anni.

Dopo lo scandalo del tentativo di “comprarsi” il risarcimento del Comune e delle parti civili, che sta andando molto di moda anche per il processo Pirelli, ora riportiamo anche la beffa, ovvero che la prescrizione ha causato l’esclusione dai risarcimenti tutti i familiari delle vittime…vergogna…una clamorosa battaglia di cultura persa, che poteva fare dell’Italia un Paese migliore.

Le parti civili sono così rimaste tramortite da una sentenza incivile.

Del Maschio Luca – safety blogger

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